"The Anatomy Of Melancholy"
04/02/2008
Segnalazione su progarchives.com
L'EP "La Guerra Delle Formiche" è stato segnalato dal sito www.progarchives.com con questa dicitura:
"Why this artist must be listed in www.progarchives.com :
A great mix of indie/alternative and prog rock."
link:
http://www.progarchives.com/artist.asp?id=3477
di FormicaLogorroica at
22:28:00
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26/01/2008
mandorle
Si incontrarono sotto l'Albero. Quando erano ragazzini era il loro luogo di giochi preferito, vi trascorrevano intere giornate d'estate che sfumavano in placidi crepuscoli sulle onde sinuose dei campi, accarezzati dalla brezza proveniente da dove il sole s'inabissava in oceani d'oro. Fantasticavano di come sarebbe stato bello il futuro: pieno e soddisfacente come dondolarsi da un ramo per un pò e saltare a terra dopo aver collezionato, lassù in alto, i frutti migliori.
Incontrarsi là dopo tanto tempo era come rendere conto a loro stessi, bambini.
Fu il più alto a cominciare:
"Questa ingenuità che ci accomuna è candore che spiazza; può addirittura essere una crudele lama involontaria nei vortici incomprensibili dell'incomunicabilità. Ma è ancora più crudele infettare le proprie ferite con il rancore e la delusione di chi è stato pugnalato da chi aveva la propria incondizionata fiducia , è ingiusto gettare sterco su un candore che non ha ombre. E' imperdonabile, tremendamente egoistico distruggere una cattedrale d'innocenza e dedizione costruita nel silenzio degli anni perché si è trovato un mattoncino incrinato. Dovremmo dire grazie per averci così preparato alla crudeltà del mondo, per aver distrutto l'illusione di poter donare se stessi con gioia. Grazie di questa disillusione. Grazie di questa ferocia che ci riempe la bocca, che sazia questa fame che prima non conoscevamo. Ora sappiamo, che ogni nostro sentimento d'affetto e di pietà si fonda sulla tregua tra esseri sostanzialmente incomunicanti. Il resto è unicamente atroce guerra per se stessi."
di FormicaLogorroica at
15:19:00
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08/01/2008
Alejandro Jodorowsky, il Passo dell'Oca e la Guerra delle Formiche
"Protetetto all'ombra di un gazebo, il Presidente era circondato dai suoi ministri; lui e loro, perfettamente simmetrici. I soldati, in squadroni compatti, file di venti di larghezza per quaranta di lunghezza, indossando elmi a forma di fungo e maschere di Mickey Mouse, quando giunsero davanti alla tribuna cominciarono ad alzare le gambe all'altezza dell'ombelico per poi farle ricadere a terra con un energico colpo di stivale. Soffocando un sorriso inorgoglito - qualsiasi espressione facciale gli era proibita -, mio padre bisbigliò: <<Non dimenticarlo mai, figlio mio, quello è il passo dell'oca!>>. <<Sembra una pioggia di spari, mi fa paura! A che serve?>> <<Serve a spaventare gli straccioni e ad ammazzare le formiche!>> <<Ma che gli hanno fatto, poverette?>> <<Bé...sono sulla loro strada!>>
Per la prima volta - sebbene non avessi nulla a che spartire con le formiche: mia madre, ogni volta che vedeva una fila di quelle povere operaie, il più delle volte in cucina, prendeva l'accendino e, trattenendo la sua furia per mormorare un freddo e laconico <<Ladre!>>, le inceneriva senza che nel mio cuore scoppiasse una tempesta - sentii navigare nel mio sangue un dolore strano che in seguito identificai come "pietà". "
di FormicaLogorroica at
16:03:00
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24/12/2007
Michel Houellebecq in "LE PARTICELLE ELEMENTARI"
"La nostra infelicità raggiunge il suo livello massimo solo quando intravediamo, sufficientemente prossima, la possibilità pratica della felicità."
di FormicaLogorroica at
16:36:00
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28/11/2007
Cristalli d'Irregolarità
"La responsabilità: questa era la chiave. Poteva dire ormai di essersi impadronito del concetto, lo sentiva, conficcato nel petto, tenere insieme le sue membra e guidarle verso i successivi effetti, piantando lungo il sentiero tutta una serie di cause che avrebbero atteso solo le condizioni atmosferiche propizie per germogliare. Era stupefacente quale imprevedibile e curiosa direzione era in grado di dare ai venti, ma allo stesso tempo non poteva fare a meno di liberarsi da quella leggerezza, contraria al piombo della responsabilità, che lo faceva sentire come una foglia dorata in balia di quelli. La contraddizione in fondo era stata sempre una costante di quell'esistenza. Ma c'era di più. Non poteva crederci, ma in un qualche modo la sua mente raccoglieva dettagli, frammenti, esperienze che andavano a comporre un mosaico, ognuno al posto giusto nel giusto momento, come se una mano invisibile avesse voluto tracciare una guida o fargli capire che non poteva essere diversamente. Se la responsabilità era la punta del triangolo a cui unicamente mirava, tuttavia sapeva che se stava lì era perché altri due punti ne componevano la base. Ed era spiazzante geometria, come dire che è vero, Dio esiste. A quell'ordine rispondeva con la confusione, quasi una reazione, un non volersi assoggettare all'ineluttabilità di quelle linee che andavano a convergere esattamente dove dovevano. Non c'era spazio per una deviazione, l'imprevedibile, un'improvviso cedimento di quelle corse rettilinee. Non poteva accettarlo: la confusione era il suo grido, la sua pretesa di libertà, la secante che spezzava e squassava in mille pezzi e metteva in discussione quel maledetto piano euclideo. Ma aveva capito, era un inganno. La responsabilità: ricomponeva il tutto, mascherandosi di Chaos, era un DIO a cui non poteva sfuggire. Un DIO dell'ossimoro. Era stanco. Fondamentalmente, inafferrabile quel significato, o forse ancora più traditore, perché si lasciava pregustare per poi improvvisamente ritrarsi, come una tortura del cibo per chi è stato condannato a morire di fame. Erano allora quei momenti in cui poteva fare qualsiasi cosa di sciocco: strappare una pagina di un libro e masticarla per poi sputarla, rotolare sul pavimento gridando "uiiiiiiii", graffiare una parete, baciare passionalmente un cuscino, fingere di avere dentro quattro o cinque personalità in conflitto che lottavano e si insultavano per avere il sopravvento. Voleva vedere come si ponevano queste cose in tutta quella Questione. Ma avrebbe dovuto farlo davanti ad altri, trovarne il coraggio. Troppo facile stare lì da soli a cambiare il senso delle cose, a trovargli significati apparentemente assurdi ma forse coerenti per qualche altro paradigma immaginabile. Ecco, fuori dalla finestra un manto di oscurità rossastra sopra stanche scatole nere, un tenebroso fiume avviluppato in luce arancio e file di coleotteri lucenti a galla, qualcuno in movimento. L'irregolarità di qualche sparuto ramo di pino, un pizzico di imprevidibilità forse, come le sue mani d'altronde, seppur in uno schema. Tutto giaceva lì e vibrava di cambiamento, la sua responsabilità , una cellula di questo, un cristallo d'irregolarità di quel disegno geologico, divino. Non era nemmeno più tempo di provare nostalgia. Era tempo, di chiudere gli occhi, abbandonarsi al silenzio della propria libertà costretta, e per un pò più niente."
di FormicaLogorroica at
21:27:00
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13/11/2007
patior
di FormicaLogorroica at
22:50:00
2 Commenti
11/11/2007
Cupio Dissolvi
* * *
di FormicaLogorroica at
02:10:00
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Blog di Carlo Sanetti militante nella guerriglia delle Formiche
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LA GUERRA DELLE FORMICHE EP
- EP interamente autoprodotto
- 7 brani
- clicca sulla copertina per scaricare gratuitamente l'intero EP + Artwork e liriche
- per chi volesse contribuire, ordine via mail e info: diafonia@libero.it
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(ed ecco le
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La Guerra Delle Formiche